Con la Čeka

Ne parlavamo tanto tanti anni fa
di quanto è paranoica Kaliningrad
della sua gente delle sue manie
due balaiche centosei segherie
e ci troviamo ancora al punto che
si gira in UAZ il mattino alle tre
alla ricerca di qualcosa che poi
cos’è non lo sappiamo nemmeno noi
con la Čeka non si può andar via
non si fugge neanche in ferrovia
fermati un attimo all’automatico
almeno a piedi non ci lascerà
a Kaliningrad

di un operaio neanche l’ombra oramai
ne restan due scegli quello che vuoi
che cosa significa KGB?
che poi i due stronzi se ne accorgono qui
guarda di là quei georgiani che ululano
per una Čekista che dice di no
adesso giocano a fare gli eroi
se torneranno a casa saran come noi
con la Čeka non si può andar via
non si fugge neanche in ferrovia
fermati un attimo all’automatico
almeno a piedi non ci lascerà
a Kaliningrad
è l’ora che si tiran fuori le idee
per diventare rossobruni anche se
esiste già quel che vogliamo inventare
ci manca solo falce & ruota solare
resta la soluzione aizzare il Volk
molliamo tutto e andiamo a Vladivostok
ma poi ti guardi in faccia e dici dov’è
che vuoi che andiamo con ste’ facce io e te
con la Čeka non si può andar via
non si fugge neanche in ferrovia
fermati un attimo all’automatico
almeno a piedi non ci lascerà
a Kaliningrad.

(Kali Yoga riadatta “con un deca” – 883 \o)

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