Weltanschauung e geopolitica negli 883

883 pezzali fascisti nazisti comunistiE’ molto importante, per rintracciare le idee e le concezioni di una determinata epoca, andare a scavare i concetti diffusi e costruiti dai più importanti canali di sapere. E’ per questo che con tale contributo vogliamo portare alla luce uno dei migliori centri di pensiero italiano degli ultimi anni novanta.

Stiamo parlando del gruppo musicale 883, che guidato dall’ottimo Max Pezzali, sintetizza da sempre nei suoi testi, una (seppur discutibile) vena nostalgica nei confronti di esperienze passate come fascismo e comunismo, ma anche una innovativa carica geopolitica.

Avremmo potuto prendere ad esempio molti lavori, ma ci concentiramo su uno dei più famosi ossia il disco “La dura legge del Gol” pubblicato nel 1997, e per molti una pietra miliare della moderna weltanschauung anti occidentalista. Proseguiremo quindi nel delinerare brevemente alcuni tratti delle canzoni di questo succoso elaborato musicale e politico.

Incominciamo dal pezzo che dà il nome all’album: “La dura legge del gol”; qui possiamo facilmente rintracciare fra l’altro:

Chi le ha inventate le fotografie
chi mi ha convinto a portar qui le mie
che poi lo sappiamo
scattan le paranoie
Le facce nelle foto accanto a noi
entrate nelle nostre vite e poi
scappate di corsa
per non tornare mai
Quanti in questi anni ci han deluso
quanti col sorriso dopo l’uso ci hanno buttato

Evidente richiamo ad un passato non lontano, visto sulle sbiadite fotografie di primo novecento, con l’Italia, fascista, la Germania nazionalsocialista e la Russia comunista a frenare coloro che ci hanno usato col sorriso: la democrazia del falso pacifismo, dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Potremo dilungarci mostrando che:

Il tipo con il cappellino blu
dei New York Yankees quello lì sei tu
mi sa che anche al cesso
te lo tenevi su

La sottomissione alla cultura yankee viene denunciata apertamente. Ma fin qui stiamo ancora nell’ambito di discutibili nostalgismi. E infatti:

però credimi
se tornerai
magari poi
noi riconquisteremo tutto
come tanti anni fa
quando per noi
forse la vita era più facile

Questa è “Se tornerai” chiara canzone nostalgica italiana. In cui un tempo migliore, sovrano viene guardato con amore e voglia di riscatto.

Concetto ancora sottolineato in “Un giorno così”:

Da lontano un’altra moto
sta venendo verso me
alza il braccio e fa un saluto
che bello è (che bello è)

Il saluto di chiara matrice “Romanica” o a “pugno chiuso” poco importa, non è esplicitato. L’importante qui è l’incontro fra le due aree del pianeta, comunista e fascista, che venendosi incontro perdono la propria ideologia formando un unico spazio di pace in europa. In effetti con questa canzone si soprassa lo sterile ideologismo e finalmente si marca meglio una concezione geopolitica che lascia le ideologie, che siano democratiche oppure no.

In “Finalmente tu” troviamo esplicitato questo passaggio:

Cadono dall’orologio i battiti
e non finiscono
mi dividono da quegli immensi attimi
rinchiusi nelle braccia tue
Corrono manovre incomprensibili
che poi si perdono
nel telefono
quegli occhi tuoi invisibili
ancora più distante tu
ma tu dove sei
ogni giorno più difficile
il tempo senza te
ma tu tornerai
io posso già distinguere
più vicini ormai
io sento i passi tuoi
e poi finalmente tu

Evidente il lasciarsi alle spalle le lacrime e la diplomazia incomprensibile (il telefono) per unire finalmente una strategia geopolitica degna di tale nome.

Però mi ha aiutato a chiedermi
s’era giusto essere trattato così
da una persona che diceva di
amarmi e proteggermi
prima di abbandonarmi qui non honessun rimpianto nessun rimorso

Questa è “nessun rimpianto” e la linea geopolitica viene sostituita dalla critica del sistema nato che domina l’occidente, dopo il piano marshall, a parole per gli interessi di tutti, ma in realtà per quelli specifici degli Usa.

Con tale breve excursus abbiamo voluto dare delle linee che potranno essere approfondite dagli studiosi di scienza politica, geografia politica ed altri. L’importante è distinguere la prima dalla seconda, la nostalgia (ripetiamo discutibile) alla critica geopolitica e le misure per porre in essere cambiamenti alla politica internazionale.

Non possiamo che chiudere con il paradigmatico:

io non mi arrenderò
tanto so che il tempo mi aiuterà (“Non mi arrendo”)

Jean Arthur Stramboldo

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2 pensieri riguardo “Weltanschauung e geopolitica negli 883

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