Qualunquismo e il termine “cameragno”

E i guai infatti arrivarono, non dagli angloamericani, ma dagli italiani, come del resto aveva previsto lo stampatore – editore Umberto Guadagno. Il sottosegretario alla stampa, Libonati, ordinò al prefetto di Roma di sopprimere il settimanale. Libonati apparteneva al partito liberale ma agiva, come scrisse successivamente Giannini, “in spirituale concordia coi cameragni”. Sì, non è un errore di stampa, abbiamo scritto proprio “cameragni”: era uno dei tanti neologismi creati da Giannini, con l’unione delle parole “camerata” e “compagno”.
Ne coniò tantissimi e molti ebbero successo: così i democratici cristiani divennero i “demofradici cristiani”. Nenni, conterraneo di Mussolini fu battezzato “il romagnolo di turno”. I “cameragni” erano peraltro i seguaci del “comunfascismo” e il loro leader Palmiro Togliatti, serio, freddo, intellettuale, con atteggiamenti quasi sacerdotali, era “il pio Togliatti”. I nomignoli, insieme alle famose “parolacce”, con cui gratificava spesso i suoi avversari, (la più famosa delle quali fu “panscremenzio”) avevano caratterizzato lo stile unico dell’ Uomo Qualunque ed erano stati uno degli elementi del suo grande successo.

(Segat)
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