Africa Nera, patria e bandiera

africa, immigrati, europa, invasione, profughi, culturaSebbene ci fossimo occultati in reconditi centri di iniziazione oscuri a voi plebei, alle nostre orecchie è pervenuta l’eco dello strazio d’Europa e abbiamo deciso, clementi, di soccorrere con la nostra favella salvifica voi poveri omuncoli, che vi rotolate come porci in un pantano nello squallore della chiacchiera quotidiana. Veniamo al dunque: quello che angustia gli europei in questi giorni dalla bellissima atmosfera fin-de-siecle è l’immigrazione che, a ondate sempre maggiori, sommerge il pool genetico europide dei peggiori caratteri ereditari dei popoli diseredati e maledetti da dio che fino a ieri vivevano negli inferni scoperchiati della nostra terra. L’homo europeus ha decretato che tutto ciò condurrà alla fine della sua specie, alla sparizione della sua razza, alla morte della sua civiltà. A queste illazioni, con sovrano disprezzo rispondiamo: meglio! e, con la pazienza che ci contraddistingue, dettata dalla calma impassibile che si riflette in noi e promana direttamente dall’Intelletto Divino, spieghiamo anche al popolino le nostre ragioni incontrovertibili.

Quale Europa vuoi tu salvare, o degenerato borghese? Non è forse vero che ti trastulli da mane a sera nelle facezie immonde del cittadino moderno? Non è forse come il peggiore dei cicisbei che ti sei privato dell’ultimo frammento di spina dorsale? Non è vero infine che da secoli hai abolito le sacrosante istituzioni della poligamia e dello schiavismo?

Le masse che si sollevano per coprire le vostre città asettiche, macrobiotiche, vegane e senza glutine sono quelle che rifonderanno la civiltà dalle macerie della vostra follia, sulla quale avranno previamente coltivato i frutti della morte annaffiati del vostro stesso sangue. Gli dei della guerra torneranno a ballare la totentanz sul suolo europeo, come non si vedeva dai tempi della calata dei Longobardi. Quella civiltà di cui voi vi siete privati ora pone l’alloro dei cesari sul capo di Ahmed, pizzaiolo siriano che, ogni giorno, come gesto di suprema civiltà, governa con pugno di ferro la sua famiglia, il suo quartiere, la sua comunità.

Questi gommoni avanzano con decisione puntando al cuore della civiltà borghese, come Motobarche Armate Siluranti. Le insegne di morte campeggiano sui loro vessilli come simbolo dell’islamofascismo. Non conoscono il gender e si mangerebbero anche Saverio Tommasi, se ben cucinato. Sono l’avanguardia di un mondo che credevate sepolto e che, purtroppo per voi, non era mai morto.

Pippus Francus II

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